La Polizia ha eseguito quattro fermi nei confronti di tre cittadini egiziani e uno del Bangladesh ritenuti i presunti scafisti che avrebbero condotto l’imbarcazione con a bordo gli oltre 150 migranti poi salvati dalla Diciotti della Guardia Costiera. I quattro sono causati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e procurato ingresso illecito.

Intanto sono 143 i migranti trasferiti all’hot-spot di Messina in attesa di essere distribuiti in Irlanda, Albania e di essere consegnati alla Chiesa italiana. Non sanno ancora dove andare; raccontano quanto accaduto prima e dopo il viaggio, quella traversata verso l’Europa in cui hanno rischiato la vita. Le 11 donne eritree poi portano le cicatrici degli abusi visto che sarebbero state violentate prima di partire dalla Libia.

“I migranti non sono pacchi ma esseri umani” ha tuonato l’arcivescovo di Messina che è già al lavoro per “decidere in quali centri della Curia trasferirli”. Diverse le diocesi che hanno già dato la propria disponibilità.

Come saprete, infatti, la Diciotti è rimasta ferma al porto di Catania per cinque giorni in attesa dell’ok del Viminale allo sbarco. Alla fine il Ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato indagato mentre i migranti a bordo della nave fatti scendere dopo aver trovato una soluzione condivisa con Chiesa, Irlanda e Albania.