Un porto sicuro per i 30 migranti salvati da un gommone alla deriva a largo delle coste libiche, questa è la richiesta che arriva anche via twitter della ong Mediterranea Saving Humans. La nave Mare Jonio che opera nel Mediterraneo con operazioni di salvataggio dei migranti infatti ha soccorso 30 persone (2 bimbe di 1 anno, 3 donne di cui una incinta) da un gommone in avaria in acque internazionali, 40 miglia al largo della Libia. La nave ha richiesto così un porto sicuro al centro di coordinamento italiano. I soccorritori fanno sapere di avere a bordo anche 4 minori non accompagnati, salvati dalla morte in mare e dalla guerra in Libia.

La risposta alla richiesta del Centro di coordinamento soccorsi però è arrivata – via mail – dal Viminale che chiede di fare riferimento alle “Autorità Libiche”. Il team di Mediterranea Saving Humans, durante la notte, ha deciso di proseguire verso le acque italiane e ora la Mare Jonio, con a bordo le 30 persone salvate nel tardo pomeriggio di ieri a 40 miglia dalle coste libiche, ha fatto il suo ingresso nelle acque territoriali italiane 12 miglia a sud di Lampedusa.

In questo momento è stata raggiunta da due unità della Guardia di Finanza per un “controllo di polizia”. L’organizzazione rinnova la richiesta di ingresso in un porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e bambini a bordo.

Ieri, la Marina Militare Italiana ha salvato a largo della Libia altri 36 migranti che rischiavano di affondare: nonostante il No di Matteo Salvini ad aprire i porti, questi sono stati fatti sbarcare nel porto siciliano di Augusta come da indicazione del premier Conte. Il Ministro dell’interno ha sottolineato: “Perché il salvataggio è avvenuto in acque libiche? Peraltro pattugliate dalla guardia costiera libica che mercoledì in pieno Ramadan ha soccorso, salvato e portato indietro più di 200 immigrati. O si lavora tutti nella stessa direzione o non può esserci un ministro dell’Interno che chiude i porti e qualcun altro che raccoglie i migranti. E’ vero che bisogna chiarire alcune vicende all’interno del governo”.