Sono 64 i migranti a bordo della motonave tedesca Alan Kurdi della Ong Sea Eye che da giorni vaga in mare e che, adesso, si trova a 30 miglia a sud di Malta, aspettando che il governo autorizzi lo sbarco. L’Ong, intanto, non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte del governo maltese, ha deciso di fare un appello al Premier Josep Muscat:

Il tempo sta peggiorando, preghiamo mr Joseph Muscat di aiutare l’Alan Kurdi.

“Quinto giorno sulla Alan Kurdi. Speriamo che le menti politiche si rasserenino rapidamente per fare ciò che è umano: proteggere la vita umana” si legge su Twitter. “Attualmente siamo in acque internazionali al largo di Malta e siamo in attesa di ulteriori istruzioni. Le scorte di cibo e di acqua si esauriranno a breve e la situazione medica potrebbe deteriorarsi rapidamente una volta che la tempesta prevista arriverà” ha dichiarato Carlotta Weibl, portavoce di Sea-Eye.

La Libia non può essere considerato un porto sicuro. Torture, schiavitù e violenze sessuali: i migranti in Libia sono esposti a danni irreparabili. Il Paese non può essere considerato un posto sicuro in nessun caso, in particolare alla luce dei recenti sviluppi politici che fanno propendere a una situazione di guerra civile.

Ha aggiunto la portavoce che poi ha mostrato una mail nella quale ci sarebbe scritto che la motonave non può entrare nelle acque territoriali italiane poiché costituirebbe una “minaccia per la pace, il buon ordine o la sicurezza”. A inviarla sarebbe stato il soccorso marittimo di Roma.

La polemica sul mancato sbarco a Lampedusa

La nave avrebbe dovuta andare a Lampedusa visto che il Viminale aveva autorizzato lo sbarco delle donne coi loro figli di 1 e 6 anni che, però, si sono rifiutate di scendere dall’imbarcazione per non separarsi dai loro mariti.

Il sindaco di Palermo, infine, ha invitato la Alan Kurdi a “entrare nelle acque italiane verso uno dei tanti porti sicuri della Sicilia”:

Avete salvato vite. Abbiate fiducia nella costituzione italiana e nella giustizia italiana a garanzia dei diritti umani e di chi salva vite umane. Non attendete i tempi di una diplomazia mossa da interessi elettorali di ‘bassa lega’.