Come annunciato da diverse settimane, l’Unione Europea non intende tollerare le politiche degli stati membri contrarie all’accoglienza dei profughi. Le quote obbligatorie che mirano ad allentare la pressione dei flussi migratori sui Paesi più esposti, dall’Italia alla Grecia, dovranno essere accettate dagli stati membri, pena il pagamento di multe.

Le sanzioni allo studio dell’UE sono molto salate: per ogni profugo rifiutato nell’ambito del piano di ricollocamento deciso dalle autorità comunitarie gli stati membri dovrebbero infatti pagare una multa di 6.500 euro.

Il pagamento delle multe, tuttavia, non potrà applicarsi all’intera quota di profughi da ospitare. Gli stati che preferiscono pagare le sanzioni invece che accogliere i migranti dovranno comunque garantire l’ingresso nel Paese del 70% dei profughi assegnati dall’UE.

L’Unione Europea cercherà però di accogliere la richiesta di maggiore tempo per adeguarsi alle direttive comunitarie proveniente dai Paesi che sono in evidente difficoltà. Gli stati membri potranno infatti chiedere all’UE un periodo di 6 mesi prima del ricollocamento dei migranti obbligatorio.

In base alle disposizioni dell’UE ben 15.600 migranti presenti in Italia verranno ricollocati. 4027 profughi approderanno in Germania mentre 3064 verranno accolti dalla Francia. Complessivamente il provvedimento inciderà su 120 mila profughi ricollocati nei vari stati membri.

Per conoscere il numero preciso di migranti assegnato a ciascun Paese europeo bisognerà aspettare il Consiglio straordinario in programma per domani. Il 7 ottobre è attesa una decisione definitiva nel summit straordinario all’Europarlamento a cui parteciperanno anche Hollande e la Merkel.

Slovenia costruisce barricate contro i migranti al confine con la Croazia

Nel frattempo la tensione resta alta nell’Est Europa. Dopo le barricate erette dall’Ungheria nelle scorse settimane e i violenti disordini vicino agli accampamenti, anche la Slovenia sta costruendo un muro al confine con la Croazia per impedire ai profughi di passare la frontiera. La decisione dell’UE si fa sempre più urgente e attesa per placare le tensioni e i disordini.