Milano è una città sicura e tutti, milanesi, stranieri in genere e americani in particolare, possono stare tranquilli“. Era il 10 febbraio 2013. Così il sindaco Giuliano Pisapia, rispondeva, stizzito, al console americano che due giorni prima aveva invitato i cittadini statunitensi presenti in città a mantenere un’alta vigilanza a causa dell’elevata criminalità.

11 maggio, un clandestino con precedenti penali che aveva già ricevuto un provvedimento di espulsione ha assassinato tre passanti a picconate.

Esplode la polemica sulla sicurezza. S’invoca a gran voce il ritorno delle pattuglie militari in città, respinte proprio da Pisapia appena fu eletto nel 2011. Ma di fronte alla criminalità selvaggia di Mada Kabobo, questo il nome dell’omicida picconatore, perfino il sindaco arancione deve fare marcia indietro. Ma non del tutto. Il 16 maggio dichiara al quotidiano Il Giorno: “Noi siamo pronti ad accogliere i militari, chiaramente là dove sono utili“. E tanto per chiarire che la giunta di sinistra proprio si sente male all’idea, l’assessore alla sicurezza Marco Granelli, riportato nello stesso articolo, aggiunge: “Presidi fissi dei militari a tutela dei luoghi sensibili, ma siamo contrari al pattugliamento della città. E la nostra posizione non è mai cambiata“.

E tanto per ribadire la sua idea secondo cui Milano sia una città sicura, il 20 maggio, in Consiglio comunale, parlando del feroce triplice omicidio di nove giorni prima, il sindaco (foto by InfoPhoto) afferma: “Un episodio di follia criminale che nulla ha a che fare con microcriminalità e criminalità organizzata. Non c’è a Milano una situazione di emergenza“.

E’ proprio perché non ci sono emergenze che il giorno prima il ministero dell’Interno aveva deciso d’inviare 140 agenti in più a Milano. E ieri il ministero della Difesa ha disposto l’invio nel capoluogo lombardo, a partire da oggi, di “Un’aliquota di militari per potenziare il dispositivo di vigilanza agli obiettivi sensibili”, come si legge nel comunicato ufficiale del dicastero. L’intervento si chiamerà “Operazione strade sicure”.

Quindi tornano le pattuglie militari. Le forze dell’ordine possono alleggerire il loro carico di lavoro per intervenire in modo più capillare sul crimine. E magari anche i vigili potrebbero dare una mano ulteriore, se non venissero continuamente sprecati per iniziative assurde e costose (250mila euro ogni volta) come i blocchi del traffico.

Un paio di episodi: 4 giugno, viale Padova: un giovane peruviano viene colpito da una mattonata alla testa e sfregiato da altri tre sudamericani. Lo stesso giorno, in un condominio di viale Murillo, zona San Siro: due stranieri suonano alla porta spacciandosi per agenti, estraggono una pistola e rapinano il padrone di casa, un giovane egiziano.

Milano è una città sicura, i militari non servono. Parola di Pisapia.