“Se fosse stata ministro la Cancellieri, oggi Stefano sarebbe ancora vivo”, così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, difende il ministro coinvolto nelle polemiche sul caso Ligresti.

Senza entrare nel merito della questione sulle presunte pressioni del ministro sul trasferimento di Giulia Ligresti dal carcere ai domiciliari per “Questioni umanitarie”, Ilaria Cucchi (foto by InfoPhoto) tramite una nota ha voluto dire la sua sulla questione:

Io e Lucia Uva, (sorella di Giuseppe morto il 14 giugno del 2008 dopo che aveva trascorso parte della notte in una caserma dei carabinieri) siamo state ricevute due volte, la seconda separatamente, dal ministro Cancellieri. E so che come noi il ministro ha incontrato anche vittime “sconosciute”. Entrambe siamo rimaste colpite dalla grande partecipazione del Ministro al nostro dolore. In entrambe le occasioni sia con lei che con me c’era l’avv. Fabio Anselmo. Dico questo perché entrambe siamo rimaste colpite dalla grande partecipazione del ministro al nostro dolore. Una partecipazione vera, sensibile e non di circostanza, da donna vera. Anselmo ne è testimone: nessuna frase di circostanza”.

Poi Ilaria conclude: “Partecipazione vera addolorata per quanto i nostri cari hanno dovuto subire, per ciò che è potuto loro accadere e per ciò che ci stava accadendo nel nostro percorso giudiziario. Emotività anche quella inopportuna? Siamo stanche di regole asettiche, ciniche, che portano la nostra giustizia a trattare i normali cittadini nei modi che sappiamo. Non so e non conosco la vicenda giudiziaria di Giulia Ligresti, quel che so è che se fosse stato ministro lei, ed avesse saputo delle condizioni di mio fratello oggi, forse, non esisterebbe il caso Cucchi. Stefano, forse, sarebbe con noi”.