I lavoratori entrano in sciopero per otto ore a Napoli dopo che la Whirlpool ha annunciato la chiusura dello stabilimento partenopeo in cui operano 420 persone. La multinazionale ha comunicato la decisione infatti di cedere un ramo d’azienda a una società terza che provvederà a una riconversione dello stabilimento napoletano e, si legge nella nota diramata da Whirlpool, sarà “ in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano”. 

I Sindacati, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, hanno incontrato la Whirlpool a Roma e al termine dell’incontro hanno dichiarato lo sciopero dei lavoratori che incrociano le braccia per otto ore su tutti i turni in tutti i siti del gruppo. L’annuncio della chiusura della fabbrica è arrivato durante il colloquio che doveva illustrare il piano industriale 2020-2021. I sindacati hanno comunicato in una  nota: “Non possiamo accettare la chiusura del sito Whirlpool di Napoli: metteremo in campo tutte le azioni necessarie”.

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magisteri che dice: “È urgente e necessario che il Mise apra le porte a questa dolorosa vertenza e che riconosca la necessità del lavoro come una priorità del Sud”.

Dall’azienda viene confermata “la strategicità dell’Italia da un punto di vista industriale e commerciale” con investimenti per 250milioni di euro per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia.