E’ attesa per lunedì l’audizione in seduta congiunta del confermato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dinanzi alle Camere, momento nel quale chiarirà i termini con i quali ha accolto “in assoluta limpidezza, l’appello ad assumere l’incarico”, e come intende attenersi “rigorosamente all’esercizio delle funzioni istituzionali“. In seguito, alle ore 17, giurerà a Montecitorio davanti ai Grandi elettori.

Nel suo discorso il Capo dello Stato ha parlato di una «prova difficile in un momento cruciale». «Potete immaginare – continua – come io abbia accolto con animo grato la fiducia espressa liberamente sul mio nome dalla grande maggioranza dei componenti l’assemblea dei parlamentari e dei delegati regionali e come abbia egualmente accolto la fiducia con cui tanti cittadini hanno ansiosamente atteso una positiva conclusione della prova cruciale e difficile dell’elezione del Presidente della Repubblica».

E’ la prima volta, nella storia d’Italia, che un Capo dello Stato viene rieletto per il secondo settennato. Uffici competenti e giuristi hanno studiato la situazione per capire quale sia sotto il profilo giuridico e procedurale il percorso da seguire, non essendoci precedenti cui far riferimento. Napolitano, infatti, avrebbe potuto attendere la scadenza naturale del mandato, il 15 maggio, per dare inizio al suo secondo mandato. Ha scelto invece di dimettersi subito dopo la rielezione per assicurarsi un mandato pieno e quindi avere anche il potere di sciogliere le Camere. L’atto formale delle dimissioni verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale entro lunedì mattina per dare la possibilità di Napolitano di pronunciare il giuramento e il discorso di insediamento, e martedì dare il via alle consultazioni per la formazione del governo.