“Non mi faccio visitare da un negro”, questa la frase pronunciata da una paziente a un medico dalla pelle scura. Lui si chiama Andi Nganso, ha 30 anni, è nato in Camerun e si trova in Italia da ben 12 anni: lavora nell’ambulatorio della guardia medica di Cantù, a Como, e ieri è stato alle prese con una paziente razzista. Lui, non scoraggiandosi, le ha risposto a tono: “Ti ringrazio, ho un quarto d’ora per un bere un caffè”. Ma non è la prima volta che accade (anche se non in questi termini) come lui stesso ha raccontato:

“Sono medico da due anni e capita di rendermi conto che i pazienti sono sorpresi e magari un po’ incerti davanti a un medico nero, ma una reazione tanto violenta mai [...] In diversi casi mi sono trovato davanti persone che non sono riuscite a nascondere la sorpresa e magari anche il loro disappunto. Una volta una bimba mi ha fatto notare con stupore che ero gentile mentre i suoi genitori le dicevano di non parlare con gli uomini neri. In altri casi, con una scusa qualcuno ha lasciato l’ambulatorio. Non me la prendo. Questa volta però la reazione della paziente mi ha spiazzato”.