Paura in Nuova Zelanda dove, a seguito di due sparatorie avvenute nelle moschee della città di Christchurch, ci sarebbero almeno 40 morti. Secondo la Premier si tratta di un attacco terroristico: “È uno dei giorni più bui” per la Nuova Zelanda.

Già fermati tre uomini e una donna; le autorità locali hanno chiesto ai residenti di non uscire di casa così da facilitare le operazioni di soccorso e da consentire alle forze dell’ordine di mettere in sicurezza il Paese evitando ulteriori attacchi.

Non è chiara la dinamica dei fatti. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, quattro uomini avrebbero attaccato le due moschee di Al-Noor e Linwood e tra questi, secondo i media locali, ci sarebbe anche un cittadino australiano che avrebbe pubblicato un manifesto contro gli immigrati.


La polizia della Nuova Zelanda – che ha lavorato senza sosta per fermare i quattro uomini e che in queste ore sta continuando a indagare – ha fatto sapere di aver disinnescato alcuni ordigni esplosivi improvvisati trovati all’interno di mezzi parcheggiati nei pressi delle moschee, la Al-Noor e Linwood, in Nuova Zelanda, dunque vicini ai luoghi nei quali si sono verificate le sparatorie che hanno portato alla morte di almeno 40 persone. Un bilancio che, tra l’altro, è ancora provvisorio.