Ben 112 pagine: è la lunghezza complessiva delle relazioni che i dieci cosiddetti “saggi”, cioè le due commissioni volute dal presidente Giorgio Napolitano per elaborare un programma politico minimo che possa essere condiviso da una salda maggioranza parlamentare, e su questo formare il governo. Il contenuto completo di tali relazioni è visibile da chiunque sul sito della presidenza della Repubblica, a questo link.

Soffermandoci sul lato delle riforme, le commissioni ritengono necessario cambiare la legge elettorale: viene suggerito un sistema misto, parte maggioritario e parte proporzionale, con un’alta soglia di sbarramento e un ragionevole premio di maggioranza. Soprattutto, le commissioni ritengono che la governabilità sicura sia garantita esclusivamente se esiste una sola Camera, invece di due.

Un punto che invece non mancherà di sollevare parecchie polemiche da parte dei cittadini è quello del finanziamento pubblico ai partiti: i saggi hanno evidenziato che, sia pure in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, questo non possa essere eliminato, “Per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica”.

E comunque tocca ai partiti e al prossimo presidente decidere. Lo ha per l’ennesima volta ripetuto l’attuale Capo dello Stato, ancora oggi: “Solo da scelte di collaborazione che spetta alle forze politiche compiere, segnandone i termini e i confini, può scaturire la formazione del nuovo governo di cui il paese ha urgente bisogno. Tale soluzione non poteva dunque nascere per impulso del Presidente della Repubblica uscente ripercorrendo un sentiero analogo a quello battuto con successo nel novembre del 2011. La parola e le decisioni toccano alle forze politiche, e starà al mio successore trarne le conclusioni“.

Qui sotto il video dell’intervento di Giorgio Napolitano.