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Enrico Letta potrebbe sciogliere oggi la riserva e giurare in giornata nelle mani del Presidente della Repubblica.

Il Presidente del Consiglio incaricato, dopo aver incontrato tutte le forze politiche e informato Giorgio Napolitano dei colloqui, è deciso a giurare oggi, al massimo domani mattina, per poi preparare il discorso da argomentare in Parlamento settimana prossima.

Il governo che va a formarsi sembra in netto contrasto con quelli precedenti, seguendo l’indicazione del Presidente della Repubblica, sarà formato da un netto ricambio generazionale. Una squadra ringiovanita rispetto alle passate formazioni governative, tanto che lasciando Montecitorio alla fine della giornata di consultazioni di giovedì ha detto: “Cercherò di fare il governo con persone competenti, ma che non abbiano 40 anni di carriera alle spalle” parlando del suo governo con Pd, Pdl e Scelta civica e descrivendo i ministri che vorrebbe (il Totoministri delle ultime ore).

La voglia di un “ricambio generazionale” è un auspicio che il presidente del PDL, Silvio Berlusconi, ha espresso al Presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta in un colloquio telefonico. Berlusconi che punta sempre all’abolizione dell’Imu, nonostante voglia Renato Brunetta al ministero dell’economia, non sembra preoccupato dall’improbabile fallimento di Enrico Letta nella formazione del nuovo, e giovane, governo.

Sul fronte dei partiti quello che sembra dare più veti al futuro Presidente del Consiglio sembra proprio il suo, il PD, molti parlamentari non sembra vogliano sentirsi parte di un governo con il PDL. A capeggiare questa “rivolta” è Pippo Civati che al programma di Radio2 “Un Gioro da Pecora” ha dichiarato: “Mi fanno ridere quelli che nel Pd la settimana scorsa dicevano ‘mai al governissimo’ e ora lo votano. Questo è nello stesso tempo un governo Letta e un governo Berlusconi. Ma il principale azionista è il Cavaliere“. Gli “scontenti”, secondo Civati, sarebbero una cinquantina.

Intanto i nomi che si fanno per il prossimo governo sono sempre gli stessi, nonostante la voglia di ringiovanire si continua a parlare di Massimo D’Alema per gli Esteri e Giuliano Amato per l’Economia. Ma grazie all’uscita di scena di Monti, le carte in tavola potrebbero cambiare.