E’ stato quindi diffuso l’elenco di “personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze” che il presidente della Repubblica aveva annunciato all’ora di pranzo come una task force, una commissione, un direttorio, chiamatelo come vi pare, che avrà il compito di stendere un elenco di punti programmatici da sottoporre alle camere, sperando che li accolgano, così da far passare non inutilmente il periodo che manca all’elezione del nuovo capo dello Stato.

Il primo gruppo è formato da: Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale; Mario Mauro, senatore e capogruppo di Scelta civica; Gaetano Quagliariello, senatore del Pdl; Luciano Violante, ex presidente della Camera (foto by InfoPhoto), del Pd.

Il secondo gruppo: Enrico Giovannini, presidente dell’Istat; Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato; Salvatore Rossi, membro del direttorio della Banca d’Italia; Enzo Moavero Milanesi, attuale ministro per gli Affari europei; Giancarlo Giorgetti, deputato e capogruppo della Lega Nord; Filippo Bubbico, senatore del Pd. Gli ultimi due sono i presidenti delle commissioni speciali nelle due camere.

Non si tratta di un governo. E’ praticamente una squadra di altri negoziatori che dovrebbe convincere i partiti ad uscire dalle loro trincee e darsi una regolata per formare un vero esecutivo. O perlomeno fornire al prossimo presidente della Repubblica (il Parlamento verrà convocato il 15 aprile a camere riunite per l’elezione) qualche elemento per trovare lui una soluzione, o decidere di sciogliere le camere.

I due gruppi cominceranno il loro lavoro martedì. Cosa ne verrà fuori, se ne verrà fuori qualcosa, è impossibile saperlo. Al punto in cui siamo, è sempre meglio che stare fermi a guardare la valanga che sta travolgendo l’Italia.