Scende di nuovo in campo a 88 anni, suo malgrado. Non c’è pace per Giorgio Napolitano (foto by Infophoto), nemmeno alla scadenza del suo mandato. Che coincide con uno delle più grosse impasse della storia repubblicana italiana, anche se la concorrenza è davvero agguerrita. La rinuncia di Bersani, le cui consultazioni “non sono state risolutive”, costringe il capo dello Stato a richiamare questa mattina i partiti al Colle. E mentre si fanno i nomi di “tecnici” a cui affidare le urne (vedi Gallo), si fa strada anche l’ipotesi di un governo del presidente.

E’ passato un mese da quando abbiamo votato ed ancora tutto fermo, con la crisi finanziaria che sta colpendo gli altri Paesi ma punta diritta verso di noi, già tra i bersagli preferiti della recessione economica. Eppure non ci si accorda: il Movimento Cinque Stelle dice no, il Pdl fa richieste che non possono essere accolte, Scelta Civica sta a guardare. Sarà proprio l’incontro con il partito del Cavaliere, il primo ad aprire gli incontri alle 11 con Berlusconi presente, che potrà decidere se il governo di un Bersani attualmente “congelato” potrà nascere. O chi eventualmente potrà andare al suo posto.

Sul piatto ci sarà, ancora una volta, la scelta del prossimo presidente della Repubblica. Che non può essere messa in mano ai partiti del centrodestra, come loro stessi vorrebbero. E pare che a Berlusconi, visti gli ultimi sondaggi in salita, non dispiaccia l’idea di tornare alle urne. Mentre Grillo, dopo l’ultima proposta di un Parlamento senza governo, sembrerebbe orientato a chiedere un prolungamento dell’esperienza del tecnico Monti. Mentre Bersani aspetta e spera: un fallimento di questo tentativo si tradurrebbe inevitabilmente in un suo fallimento personale. Mentre l’ombra di Renzi incombe, sempre più vicina.