Tutti gli uomini del presidente fanno già discutere. Non per il loro operato nel governo, che inizierà solo martedì, ma per la scelta di Giorgio Napolitano. Il fatto che i nomi dei ‘saggi’ siano tutti uomini solleva diverse critiche di molte donne parlamentari, soprattutto del Pd.

Una polemica che si accende soprattutto su twitter: “Protesta donne per saggi senza donne. Quando protesteranno anche gli uomini avremo fatto un passo avanti” scrive il viceministro degli Esteri, Marta Dassù. Caustico il cinguettio del segretario della Cgil Susanna Camusso: “Sarà…Ho pensato viva le donne!!”.

Anche Valeria Fedeli, vicepresidente Pd del Senato, esprime il suo disappunto: “Peccato che nelle competenze individuate non ci siano competenze femminili. Competenze di cui l’Italia è dotata”. Alessandra Servidori, dal comitato delle Pari opportunità, non può “non far notare come benevole suggerimento l’assenza clamorosa di donne”.

L’ex parlamentare Anna Concia lamenta l’esclusione del “52% della popolazione italiana da un momento così delicato” e spinge nella rosa dei saggi “Alessandra Bocchetti, nota femminista italiana, e Chiara Saraceno, la più grande sociologa della famiglia”. Amaro, invece, il commento di Alessandra Mussolini (Pdl): “Quindi, in Italia non esistono donne sagge”. Stessa linea per Fabrizia Giuliani, del Pd: “Non si esce dalla crisi senza le donne. I saggi ne tengano conto nelle prossime scelte”.