L’Italia si prepara sempre più a tornare al voto già in estate. La giornata di sabato, infatti, ha visto un altro duello a distanza tra Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi: il primo ha detto no ad un governissimo e a larghe intese con il Pdl, il secondo ha ribadito che in questo caso l’unica alternativa è tornare alle urne.

Bersani, dal Corviale, periferia di Roma, ha ribadito: “Noi dobbiamo spiegare perché non vogliamo il governissimo: perché non è la risposta ai problemi – dice – Berlusconi? Certo che non cedo. Non può scomparire dall’orizzonte un decennio dove abbiamo visto farne di cotte e di crude e portare questo paese alla deriva. Qualcuno mi ha detto che quello con il M5S è stato un incontro umiliante e questo non l’avrei accettato neanche da mio padre – il suo sfogo – ma per il bene del partito sto zitto. L’arroganza umilia chi ce l’ha. E’ indecente che in questa fase si dica “la politica faccia presto””.

Poi l’avvertimento del Cavaliere, che arriva dal comizio di Bari. I temi trattati sono sempre gli stessi: abolizione dell’Imu, lotta alle tasse, attacchi ai magistrati. Poi arriva però il messaggio più importante: “O c’è subito un governo forte e stabile per l’Italia o è meglio ridare la parola agli italiani votando a giugno. Se ci saranno elezioni a giugno io mi candiderò a leader della coalizione della libertà e presidente del Consiglio: non posso sottrarmi. E questo di Bari potrebbe essere il primo comizio della nostra campagna elettorale. Oggi è il 13 aprile e sono passati quasi 50 giorni dalle elezioni. Non abbiamo ancora uno straccio di governo. Nel pieno di una crisi come questa, non possiamo permetterci una paralisi del genere. Noi siamo disponibili a entrare in un governo di coalizione con il Pd e a indicare insieme il presidente della Repubblica, ma questi signori ci hanno detto di no e hanno solo uno 0,3% di voti in più. Bersani vuole i nostri voti ma non vuole un governo con noi, allora io gli dico: Bersani, noi siamo moderati ma non abbiamo l’anello al naso, non stiamo a pettinare le bambole. Prodi presidente della Repubblica? Ci converrebbe andare tutti all’estero”.