La fine del sogno del Partito Democratico, con le dimissioni di Pierluigi Bersani e Rosy Bindi e la marcia indietro di Romano Prodi, ha di fatto sancito la prima vera vittoria del Movimento Cinque Stelle; che ora, tramite il suo leader Beppe Grillo, rilancia forte la candidatura di Stefano Rodotà per il ruolo di Presidente della Repubblica: “Sostenetelo e si aprono praterie per un governo”.

L’unico movimento politico che effettivamente è rimasto sempre compatto su un solo nome è stato il Movimento Cinque Stelle. E da Udine, dove era in piazza per un comizio, Beppe Grillo tende la mano al Pd devastato: “Convergete sul professore, si aprirebbero praterie per il governo”. La candidatura di Prodi è stata accolta come una maschera dietro la quale poteva celarsi l’inciucio partitico. E i grillini hanno detto subito no.

Ancora Beppe Grillo: “Nessuno nel M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro. Il nostro presidente è Rodotà – le sue parole – Rodotà non è un ‘grillino’, è un presidente di garanzia, è il presidente che vogliono gli italiani, non è un nome fatto dai partiti” avevano sottolineato in precedenza Crimi e Lombardi, che poi proseguono: “Chi chiede il cambiamento non può non votare Rodotà, questo è chiaro. E per questo motivo il voto a Rodotà è fecondo e potrebbe essere il momento di svolta per il Governo di cambiamento”.

Il rebus sul Colle resta irrisolto, visto che ieri era è saltato l’incontro tra il MoVimento 5 Stelle e il Partito Democratico: “Sono in assemblea, hanno i loro problemi, devono discutere”, ha spiegato il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi. E Beppe Grillo festeggia: “Li stiamo mandando a casa! A casa!”.