A Roma domenica mattina per un incontro con i simpatizzanti ed il partito. A questo si è ridotta la marcia sulla capitale che Beppe Grillo aveva invitato ad intraprendere subito dopo la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica.

Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese”. Queste le parole del leader del M5S pronunciate ieri sul suo blog, e che hanno spinto centinaia di manifestanti a protestare davanti a Montecitorio al grido  “Non ci rappresenta nessuno, Rodotà Rodotà“.

Poi, però, si degenera: vengono lanciati fumogeni gridando “Non vogliamo Napolitano”, scompaiono le bandiere e si forma un corteo con un unico striscione riportante la frase “One solution: Revolution“.

Grillo cambia idea, non scenderà in Piazza, Stefano Rodotà dichiara di essere “sempre stato contrario alle marce su Roma” mentre il leader del Pdl Silvio Berlusconi parla di “fascismo buffo”, ma sottolinea la necessità di “riflettere” sul M5s.