Il teatrino va avanti da sabato pomeriggio ed è ora di dare un taglio netto a una disputa. Dopo lo sdegno manifestato da Giorgio Napolitano, il premier Enrico Letta vuole mettere la parole fine a alla vicenda degli insulti della Lega al ministro Kyenge che ha messo in grande imbarazzo l’Italia davanti agli altri paesi. “Quello che sta succedendo è un’altra pagina vergognosa nel nostro paese su questi temi, l’Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all’Italia”.

Dure le parole del capo del governo che fa appello al leader della Lega Maroni “perchè chiuda questa pagina rapidissimamente altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese. È una pagina veramente insostenibile”. Un ultimatum che mette in discussione anche il sostegno a l’appoggio a Expo 2015. “Il caso è chiuso, l’ho detto a Letta e sono sicuro che non ci sarà nessuna ritorsione sull’Expo. Contro la Lega c’è stata una montatura. Dare ai nostri avversari il modo di attaccarci è una cavolata, ma la Lega non è razzista. La Lega combatte le idee sbagliate sull’immigrazione come lo ius soli”.

Il Pd chiede formalmente le dimissioni di Calderoli (qui tutte le sue perle) con una nota e sulla vicenda la stessa Lega è spaccata: tra i convinti difensori di un indifendibile vice presidente del Senato un assessore veneto che scrive «offeso l’orango» e Matteo Salvini che attacca su Facebook coloro i quali avevano ‘ripreso’ l’ex ministro. Anche il capo dello Stato. “Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli. Ma Napolitano si indignò quando la Fornero, col voto di Pd e Pdl, rovinò milioni di pensionati e lavoratori? Io mi indigno con chi si indigna. Napolitano, taci che è meglio!”. Una presa di posizione che non trova d’accordo nemmeno l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni: “Quando si dice: di male in peggio. Dopo gli insulti di Calderoli a Kyenge, ecco la villania di Salvini a Napolitano. La Lega si dia una calmata”. Letta difende il presidente della Repubblica: “Non provino a tirarlo in causa o si rendono ancora più ultimativi i toni”.

E mentre il segretario della Lega Nord dell’Emilia Romagna, Fabio Rainieri, rincara la dose (“Mi dà fastidio che la Kyenge sia ministro perchè è entrata nel nostro Paese come clandestino, e non credo che una persona che entra così nel nostro Paese possa poi fare il Ministro dell’integrazione”) Emma Bonino a Skytg24 sottolinea la bontà della risposta della Kyenge “si è espressa in modo fantasticamente dignitoso, dimostrando una decenza e un decoro istituzionale che fa onore al nostro paese dopo che Calderoli ha offeso tutta l’Italia e tutti gli italiani”.

Una situazione che alimenta i focolai contro Cecile Kyenge che da Pescara, per un incontro su immigrazione e cittadinanza, risponde così ai manifesti «contro l’immigrazione» e contro «qualsiasi forma di Ius Soli» affissi da Forza Nuova: “Dobbiamo far passare dei messaggi che non istigano a odio e violenza. Sicuramente non sarà il mio compito di rispondere alla violenza con la violenza. Il mio compito è quello di dare una guida ai nostri giovani, all’Italia, perchè l’Italia non è razzista e chi vuole soffocare questa parte dell’Italia non razzista farà fatica a farlo”.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook