Said Mechaquat, il 27enne che ha ucciso senza alcun motivo Stefano Leo il 23 febbraio a Torino, nella zona dei Murazzi, era già stato condannato tre anni fa per maltrattamenti e lesioni aggravate. Secondo l’accusa, avrebbe ridotto l’ex compagna “in uno stato di succubanza” colpendola spesso con calci, pugni e sputi. Per lui è arrivata una sentenza di primo grado (a un anno e sei mesi senza sospensione della pena) ma non è ancora stata fissata una data per l’appello.

Said, come riportato da “La Stampa”, per sua “stessa ammissione” avrebbe minacciato e picchiato l’ex compagna “almeno tre volte al mese”. Un vero e proprio “inferno”, così è stato definito dai giudici, che sarebbe sfociato in “nasi sanguinanti, fughe da casa e temporanee rappacificazioni”. La donna, dopo aver sopportato per anni, ha deciso di lasciarlo e dunque di raccontare tutto ai giudici.

Siamo partiti per Ibiza dove lui aveva trovato un lavoro. Quando siamo tornati, nel 2012, abbiamo deciso di andare a vivere insieme in un appartamento in affitto. Lui lavorava e pagava il canone. Ci amavamo molto anche se litigavamo spesso. Le prime volte che è capitato mi aveva dato uno spintone.

Queste le parole della donna che anni fa è stata trovata in strada seminuda e col figlio in braccio. I medici, in quell’occasione, le diagnosticarono “distorsioni multiple” con una prognosi di 10 giorni.