I giudici di Macerata, dopo 5 ore di camera di consiglio, hanno condannato Innocent Oseghale all’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi. Questa la condanna per il pusher nigeriano colpevole della morte della 18enne Pamela Mastropietro. All’uomo è stata riconosciuta la condotta per omicidio e occultamento di cadavere mentre l’accusa per violenza sessuale è stata assorbita nelle aggravanti. Il caso di Pamela Mastropietro fece scalpore, ricorderete che il cadavere della ragazza era stato trovato a pezzi dentro a due valigie trolley.

Il procuratore di Macerata Giorgio subito dopo la sentenza ha dichiarato alla stampa: “È stato un lavoro duro c’è stata tanta pressione mediatica, ma noi abbiamo cercato sempre di tenere i piedi per terra. Questa è solo una prima tappa, probabilmente ci sarà un ricorso in appello e forse la Cassazione”. Il procuratore ha poi ricordato il processo a carico di Luca Traini, l’autore dei raid a colpi di pistola contro i migranti per “vendicare” Pamela condannato a 12 anni di carcere pochi mesi fa.

Prima di leggere la sentenza il presidente della Corte d’assise Roberto Evangelisti aveva raccomandato silenzio. Ma alla lettura della condanna all’ergastolo, sono partite delle grida di soddisfazione da parte dei famigliari di Pamela. “Daje, fuori uno, adesso tocca agli altri” ha esclamato la madre, Alessandra Verni, prima di abbracciare il marito Stefano Mastropietro e scoppiare in un pianto liberatorio.