Oscar Giannino (foto by InfoPhoto) si è dimesso dalla presidenza di “Fare per Fermare il declino”. Questa la decisione, annunciata dallo stesso giornalista sul proprio profilo Twitter, al termine del direttivo dei vertici del movimento da lui stesso fondato presso l’hotel Diana di Roma. La decisione è stata presa in seguito al caso del falso master in economia a Chicago (e delle altre due lauree in giurisprudenza ed economia, sbandierate ma mai conseguite) fatto esplodere da Luigi Zingales, co-fondatore di “Fare”, che della prestigiosa scuola americana è professore. Lo sostituirà Silvia Enrico, (lei sì) laureata in giurisprudenza.

Dimissioni irrevocabili da presidente. Le mie sono state balle inoffensive ma gravi. È una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e soldi pubblici, io comincio dal privato. Ora giù a pestare a destra, sinistra e centro!”.

Le dimissioni di Giannino servono non solo a blindare la dignità del personaggio – che, per sostenitori, colleghi e molti avversari non è mai stata in discussione – e le possibilità del suo movimento di ottenere un buon risultato alle urne, ma sono evidentemente intese come un esempio. Millantare titoli accademici è grave, ma il fatto che le cluster bomb contro il giornalista siano arrivati anche e soprattutto da un certo settore della politica e dell’informazione, diciamo non disadorno di imbellettamenti della verità, lo è ancora di più.