Tra le 157 persone a bordo dell’aereo che si è schiantato poco dopo il decollo da Addis Abeba c’erano anche otto italiani. Nessuno ne è uscito vivo. Tra questi c’erano Sebastiano Tusa, assessore della Regione Siciliana, e tre volontari di una Onlus di Bergamo.

L’assessore siciliano, ad esempio, si stava recando in una località nella quale avrebbe lavorato per un progetto Unesco. “Sono distrutto, è una tragedia terribile alla quale non riesco ancora a credere. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio. Un uomo onesto e perbene che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell’isola” ha detto il presitene della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Tra le vittime anche il presidente della Onlus di Bergamo “Africa Tremila”, Carlo Spini, 75 anni, la moglie Gabriella, infermiera, e il tesoriere Matteo Ravasio, commercialista. Su quell’aereo c’erano anche Paolo Dieci, di Roma, presidente della Ong Cisp e rete Link 2007:

Era il nostro meraviglioso amico. Il mondo della cooperazione internazionale perde uno dei suoi più brillanti esponenti e la società civile italiane tutta perde un prezioso punto di riferimento.

Identificate, inoltre, due funzionarie dell’Onu: Virginia Chimenti, 30 anni, e Maria Pilar Buzzetti, 31.

La tragedia aerea in Etiopia, che ha visto 157 vittime e 8 connazionali, mi addolora profondamente. Il Paese guarda con riconoscenza al loro impegno professionale e di vita, speso sul terreno della cultura e dell’archeologia, della cooperazione, di organizzazioni internazionali a servizio dello sviluppo umano. Nel rendere omaggio alla loro memoria, rivolgo sentimenti di partecipazione e cordoglio ai familiari delle vittime e alle istituzioni che hanno visto il loro impegno.

Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.