È stata recapitata al sindaco di Torino, Chiara Appendino, una busta contenente un congegno rudimentale con tanto di pila, fili e polvere. Il plico, secondo la Questura che è intervenuta tempestivamente, rischiava di esplodere. Il mittente della busta è la “Scuola Diaz”, già nota per i fatti del G8 di Genova. Gesto riconducibile a “soggetti appartenenti all’area anarco-insurrezionalista verosimilmente appartenenti alla cellula riconducibile all’Asilo”, ovvero un centro sociale sgomberato il 7 febbraio dalla Polizia.

Un pacco esplosivo che, dunque, si dovrebbe collegare alla mobilitazione avviata dagli anarchici: basti pensare alla manifestazione del 9 febbraio tra scontri, devastazioni e persino arresti. Senza dimenticare, infine, il corteo di sabato scorso che non ha avuto un epilogo violento solo grazie al lavoro certosino delle forze dell’ordine che hanno bloccato i manifestanti ritenuti pericolosi. Diverse le scritte apparse sui muri del Cimitero Monumentale di Torino: prima contro il Ministro Salvini, poi contro la sindaca (“Appendino la scorta non ti basta”).

Il sindaco – sotto scorta da febbraio – non si lascerà intimidire:

Se qualcuno pensa di intimidirmi si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima.

Solidarietà è stata espressa dal Governo per bocca del Premier Conte:

Esprimo piena solidarietà alla sindaca di Torino Chiara Appendino, vittima di un gravissimo atto intimidatorio. L’intero governo è al suo fianco. Lo Stato non permetterà che minacce del genere le impediscano di esercitare appieno il suo ruolo.

Dello stesso avviso il vicepremier Di Maio:

A lei va il mio abbraccio. Sono con lei come tutto il MoVimento 5 Stelle. Chiara è forte e determinata. Se qualcuno pensa di intimidirci è fuori strada.