Capiamoci. Se vieni sul web, accetti le regole. Altrimenti stai a casa tua. Ne parlo oggi perché ieri ha twittato per la prima volta il nostro caro Benedetto XVI. E il popolo di Twitter si è scatenato. Da giorni ribolliva l’hashtag #faiunadomandaalpapa, ma ieri sono state tantissime le battute ironiche e piene di satira, che da sempre caratterizzano lo Stato libero dei 140 Caratteri. Questo clamoroso spamming nei confronti del Papa sta facendo discutere. Io ripeto solo il concetto: se entri qui, accetti le regole. Altrimenti apriti il TUO social network e scegliti gli utenti.

Altro punto interessante: con il cinguettio papale è partita una strana pulizia social/etnica. Forse non vi sarete accorti che sono spariti gli account @iddio, @sanpietroepaolo e @lonnipotente. Quei mattacchioni di Pietro e Paolo sono di nuovo tra noi, ma gli altri sono ancora dispersi.

Come mai? Cosa può essere successo? Non sarà mica cominciata una censura in favore del Santo Padre? Non amo le classiche dietrologie web, ma suona strana la sospensione di questi account nel giorno del cinguettio del mitico Ratzinger.

Questa mattina ho buttato un occhio su Twitter e al momento è ancora tra noi gente del calibro di @lddio (ieri un suo tweet salutava tutti preventivamente…), @Dlavolo, @TristeMietitore e @Gesu_DiNazareth.

Qualcuno mi ha fatto notare che fingi di essere una persona famosa ti cancellano l’account e che quindi non si può parlare di censura. Discorso interessante e allo stesso tempo comico. Anche perché pensavo alla segnalazione partita dalla Lapponia per far chiudere @_BabboNatale. Per non parlare poi di @BefanaOfficial. Chissà come è incazzata la Signora del 6 gennaio. Buona censura a tutti. Pardon, Buon Natale.

Silvio De Rossi su @Twitter@Facebook

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