Non è vero che Beppe Grillo e il suo Movimento 5 stelle agiscono solo per distruggere, sono solo menzogne diffuse dai giornalisti infami e corrotti. Poi lui se ne esce con frasi come: “Io sono venuto qui a guardare i conti e a dire di non dare più i soldi all’Italia perché scompaiono in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania. Dove ci sono la mafia, la ndrangheta e la camorra“.

Lo ha detto il 1° giugno a Strasburgo, presentando il suo gruppo (Efdd, Europe of Freedom and Direct Democracy, nel quale sono confluiti M5S e Ukip) al Parlamento europeo. Ogni commento è inutile. Chi vuole credergli, continuerà a farlo contro ogni argomentazione. Chi ha gli occhi aperti, sa rendersi conto da sè del vuoto politico esistente dietro le sue sparate.

E ne ha aggiunta un’altra. Nella mattinata, durante l’apertura della sessione del Parlamento (durante la quale il tedesco socialdemocratico Martin Schulz è stato designato presidente), è stato eseguito l’Inno alla gioia, parte del quarto movimento della nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, adottato come inno ufficiale dell’Ue. Per protesta, i “grillini inglesi” dell’Ukip di Nigel Farage hanno voltato le spalle durante l’esecuzione del brano. Atto tuttavia non imitato dai parlamentari del M5S. Ma il capo, Grillo, non ha saputo resistere. Gli hanno chiesto perché i suoi non si sono associati a questa protesta e lui: “Chiedetelo a loro, io sono arrivato adesso“. Poi ha aggiunto: “Basta con l’Inno alla gioia. L’ha usato Hitler per i compleanni, l’hanno usato Mao e Smith in Rhodesia. La gioia non c’è più, qui dobbiamo sederci e ragionare“.