Piero Terracina è morto a 91 anni a Roma, negli anni è stato uno dei testimoni che più hanno raccontato l’ingegneria della morte di Auschwitz e del nazismo. Terracina è  stato uno degli ultimi sopravvissuti italiani al campo di sterminio di Auschwitz. Terracina a 15 anni visse il tragitto classico della deportazione italiana, prima portato a Regina Coeli con la famiglia, nel giorno della Pasqua ebraica del 1944, poi nel campo di Fossoli, vicino a Modena, e infine in quello di Auschwitz.

L’annuncio della morte arriva dalla comunità ebraica di Roma che dice: “La Comunità Ebraica di Roma piange la scomparsa di un baluardo della Memoria. Terracina ha rappresentato il coraggio di voler ricordare, superando il dolore della sua famiglia sterminata e di quanto visto e subito nell’inferno di Auschwitz”.

Una morte che fa ancora più male, proprio in questi mesi dove la Memoria e la testimonianza dei crimini del nazismo sono stati così importanti per contrastare nuovi fenomeni. Nonostante il male subito, ha dedicato la sua vita a combattere per il bene e perché l’orrore non tornasse più. Un uomo da sempre libero.

Un senso di solitudine è espresso dalla Senatrice ed ex deportata Liliana Segre che dice: “Noi ci conoscevamo da reduci - ricorda la senatrice a vita su ‘Pagine Ebraiche’ – . Lui era stato nel Lager degli uomini e io in quelle delle donne ovviamente. Però ogni volta che ci siamo incontrati, le tante volte che ci siamo incontrati, sentivamo proprio una fratellanza, qualcosa che ci univa. Tra me e lui, come con tanti altri come noi, non c’era bisogno di parlare. Noi dovevamo parlare agli altri ma tra di noi non c’era bisogno di farlo. La sua scomparsa mi colpisce molto. E ora che non c’e’ piu’ mi sento ancora più sola”.

Sergio Mattarella ha espresso il cordoglio di tutta la Repubblica dicendo: “il Presidente della Repubblica appreso con tristezza la notizia della scomparsa di Piero Terracina, ultimo tra i sopravvissuti della deportazione degli ebrei romani e testimone instancabile della memoria della Shoah. Ai suoi familiari e alla comunità ebraica di Roma esprimo sentimenti di vicinanza e di cordoglio”.

Il premier Conte scrive: “Primo Levi ammoniva di non togliere il segnalibro della memoria dalla pagina dell’Olocausto. Addio a Piero Terracina, la sua testimonianza su Auschwitz è memoria collettiva: un patrimonio che ora tocca a noi alimentare perché possa trasmettersi anche alle future generazioni”