Nonostante la crisi economica e quella del settore turistico, che in un anno ha visto calare le prenotazioni dal 5 al 10%, i milanesi non smettono di viaggiare. E il lungo ponte tra il 25 aprile e il 1 maggio è stato più gettonato dei 3/4 giorni di Pasqua.

Chi si rivolge a un’agenzia viaggi resta fuori città dai 5 ai 7 giorni e la meta preferita è il mare. Forse perché a Milano dobbiamo accontentarci del lago artificiale dell’Idroscalo nei giorni di afa? O perché una gita al mare fa subito estate? Primo in classifica il Mar Rosso. Meta esotica, lontano dalle piogge che attanagliano questa primavera che assomiglia, ogni giorno di più, a un infinito autunno.

Il Mar Rosso è una location che accontenta un po’ tutti: chi ha solo voglia di riposarsi e tornare a casa con una tintarella invidiabile, chi vuole fare qualche escursione per immergersi in una cultura millenaria, chi ama passare il proprio tempo alla scoperta degli immensi fondali marini.

Il turismo prettamente culturale, invece, vede in pole position le capitali europee, oltre alle nostre città d’arte. Gallerie d’arte, musei civici, mostre temporanee, palazzi storici: per chi ama l’antico e per chi ama il moderno.

La maggior parte dei milanesi che si sono spostati con i viaggi organizzati tramite agenzia sono coppie, il 45%, mentre i gruppi di amici sono circa il 25%. La spesa totale, per questo lungo ponte si aggira sugli 80 milioni di euro, per una spesa media pro capite di circa 700 euro, “ma la propensione al risparmio, a causa della crisi, continua a far sentire i suoi effetti”, commenta Luigi Maderna, presidente Fiavet Lombardia – Unione Confcommercio di Milano.

E chi è rimasto a casa? Ha potuto godersi la splendida giornata di sole del 25 aprile, che ha visto i parchi cittadini protagonisti. Ora punta al 1 maggio per un refrain, in attesa di un barlume di primavera.