Se i milanesi se ne vanno a Sharm El Sheik a godersi il sole o a zonzo nelle capitali europee, i lombardi, per questo lungo ponte, dalla Festa della Liberazione a quella del Lavoro, hanno scelto il turismo a km zero, creando un indotto di 240 milioni di euro, in barba alla crisi economica.

Sul piano nazionale, la Lombardia è la seconda regione scelta dagli italiani per questo ponte, dopo la Toscana. La sistemazione preferita è a casa di amici o parenti, perché va bene lo svago ma sempre con un occhio al portafogli, mai abbastanza gonfio. Nella vacanza lombarda, i turisti prediligono passeggiate sul lungolago o in sentieri di montagna, degustazioni e visite ai musei nei vari capoluoghi di provincia.

Chi non ha una seconda casa, un parente o un amico che possa ospitarlo, può contare su un’ampia offerta di alberghi e bed & breakfast che, in controtendenza, nell’ultimo anno sono aumentati del 2,9%, raggiungendo quota 3.500 imprese, di cui 944 a Milano e provincia. Chi alloggia in hotel, opta, in generale, per un tre stelle. Anche il settore ristorazione è in crescita, con un +2,1%, per un totale di 48.000 attività, di cui 15.710 solo a Milano. Sono percentuali che a prima vista possono sembrare irrisorie ma che, in un contesto di avanzata crisi economica, come quello italiano, diventano passi avanti preziosi nella crescita che prelude alla ripresa del Paese.