Si torna a casa per l’ultima volta prima che vengano abbattute. Oggi sono partite le ultime operazioni di recupero dalle case delle famiglie che abitavano sotto il viadotto del Ponte Morandi a Genova, crollato il 14 agosto 2018. Le operazioni di rientro dovevano iniziare nei giorni scorsi ma sono stati state sospese a causa del maltempo.

Questa sarà l’ultima occasione per gli sfollati di recuperare dalle proprie case oggetti personali e ricordi prima che i palazzi costruiti sotto il viadotto vengano abbattutti. I 113 nuclei familiari riceveranno tutte l’assistenza possibile dalla Protezione Civile che ha attivato una serie di accorgimenti di sicurezza affinché tutte le operazioni si concludano in tempi brevi e senza ulteriori danni.

Franco Ravera, portavoce del Comitato degli sfollati, commenta all’agenzia ANSA:

Viviamo un doppio sentimento: da una parte l’emozione di poter rientrare, dall’altra lo strazio e la consapevolezza che sarà per l’ultima volta. Non le vedremo più.

Così gli sfollati riempiranno dei loro averi  valigie, bauli e sacchi di plastica prima che quelle case dove hanno vissuto per anni e che sono piene di ricordi vengano abbattute. Le famiglie si troveranno a vivere un momento psicologicamente difficile poiché sarà il distacco definitivo con una parte delle loro vite, con una comunità che – in fin dei conti – si era formata sotto il ponte Morandi. Tra gli sfollati aleggia ansia per il rientro e anche la voglia di vedere quelle case abbattute, simbolo della fine di un incubo iniziato lo scorso 14 agosto.