La bufera nata intorno a Nicola Cosentino e culminata ieri con il caos per includerlo nella lista Pdl alla Camera nella circoscrizione Campania 2, e invece poi terminata con la sua esclusione, vede oggi il capitolo delle spiegazioni. Silvio Berlusconi ha commentato “E’ una scelta dolorosa. Abbiamo dovuto chiedere ad amici e colleghi di rinunciare, perché dei pm politicizzati li avevano attaccati, e questo poteva diminuire il consenso”. Cosentino è deputato uscente ed ex sottosegretario all’economia. E’ accusato dalla magistratura di essere colluso con la camorra, col clan dei Casalesi, e per questo i giudici avevano chiesto lo scorso anno l’autorizzazione all’arresto, negata dalla Camera. Il Pdl, nel compilare le liste per le politiche, ha deciso di non candidare lui e altri che si trovano in situazioni simili (ad esempio Dell’Utri e Milanese).

Cosentino (foto by InfoPhoto) ha convocato oggi una conferenza stampa per spiegare le proprie ragioni. “Ho lottato fino alla fine per ottenere la candidatura, ma non per un problema d’immunità parlamentare. Altrimenti l’avrei trovata in tutti quei partiti che mi hanno chiesto di correre con loro, ed erano praticamente tutti quelli che corrono a fianco del Pdl. Ma io non vendo la mia dignità“.

Il deputato uscente ha proseguito: “Io sono fuori dalle liste perché sono il capo degli impresentabili. Su di me è nato un accanimento mediatico senza precedenti. Le dichiarazioni di un pentito non credibile, che dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio, vengono invece diffuse dai giornali avversari politici. Io colluso con i Casalesi? Ma che clan sarebbe, un clan di fessi, quello che appoggiando un politico invece di fargli scalare i vertici, lo fa dimettere da tutte le sue cariche? Da due anni non c’è uno straccio di prova. E uno dei magistrati miei principali accusatori si è poi tolto la toga ed è andato a fare l’assessore a Napoli nella giunta De Magistris”.

E ancora: “C’è in giro una sorta di voglia di sangue. Ieri hanno perfino diffuso la notizia che ero addirittura scappato con le liste. Io non sono scappato con alcuna lista. Le liste già nel pomeriggio erano a disposizione di Nitto Palma. Oggi non posso più condizionare nessuno. Ora sarò impegnato a dimostrare la mia assoluta innocenza. Ma resto vincolato al progetto del Pdl. In Campania abbiamo una classe dirigente attrezzata e valida, in grado di correre. Magari sarà difficile correre come me, ma lo faranno bene e saranno ancora vincenti in questa regione. Ringrazio la gente napoletana, a cui appartengo. Non mi sono mai sentito un “fighetto” del palazzo. Ho sempre lavorato per favorire il superamento del bisogno, soprattutto verso chi più ne soffriva”.

L’ultima bordata contro la stampa: “Probabilmente vi ho deluso, oggi dovrete scegliere un altro punto di riferimento, un’altra icona del male di cui sparlare. Oggi sono una persona comune, impegnata nell’affermazione della verità processuale, diversa dalla realtà mediatica. Sono convinto che quando arriveranno le sentenze che mi assolveranno, saranno molti meno di oggi quelli fra voi che parteciperanno a quella conferenza stampa”.