È polemica sulla processione della Madonna della Neve dopo che un presunto boss della ‘ndrangheta avrebbe tentato di farsi includere tra i portatori della statua. Alla richiesta, però, si è immediatamente opposto il Comitato promotore dei festeggiamenti e così si è sollevato un polverone fino all’intervento dei carabinieri. La notizia ha fatto subito il giro d’Italia. L’uomo, tra l’altro, è stato allontanato e il rito – nel Vibonese – si è concluso regolarmente.

Il corteo, infatti, è doveroso sottolinearlo, è stato autorizzato dai militari che si sono accertati che l’uomo fosse stato allontanato. “Quanto accaduto è certamente un fatto increscioso. Si è verificata qualche falla nello svolgimento della manifestazione. Purtroppo, accade a volte che circostanze di questo tipo non possano essere previste, ma nel momento in cui si verificano è necessario intervenire con risolutezza, come è avvenuto in questa occasione, per consentire il normale svolgimento della processione”, queste le parole del vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo.

Nel 2015 – questi sono i fatti – è stato varato un regolamento che prevede un giro di vite sui portatori delle statue vicini alle famiglie mafiose. La scelta dei portatori, infatti, avviene per estrazione da un elenco di prenotati il giorno della Domenica delle Palme. Tutto con la massima trasparenza.