Dopo sette ore di camera di consiglio, la corte di Cassazione ha annullato l’interdizione a 5 anni dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi e ha rinviato gli atti alla Procura di Milano per ridefinirne i termini.

La Corte ha respinto i ricorsi di Berlusconi sulla condanna. Quindi conferma la condanna penale a 4 anni di reclusione.

I giudici di Milano avevano condannato Berlusconi, sia in primo che in secondo grado, a 4 anni di reclusione e 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici. Durante l’udienza della Cassazione, il sostituto procuratore generale Antonio Mura nella sua requisitoria aveva definito l’ex presidente del Consiglio l’ideatore del meccanismo delle frodi fiscali, chiedendo la conferma della condanna, ma il ricalcolo dell’interdizione, da uno a tre anni. I difensori di Berlusconi (foto by InfoPhoto) avevano invece sostenuto nelle arringhe l’assenza di prove concrete a carico del loro assistito, chiedendo quindi l’annullamento della condanna.

E’ improbabile che l’ex premier vada effettivamente in carcere. Tre anni sono coperti dall’indulto. Data l’età del condannato, superiore ai 70 anni, la legge prevede gli arresti domiciliari o l’affidamento ai servizi sociali. Per quanto riguarda l’interdizione, anche qualora venga ridefinita nei termini dopo l’annullamento della Cassazione, è necessario che la camera di appartenenza di Berlusconi, cioè il Senato, voti la decadenza dalla carica, prima nella giunta delle elezioni, poi in Aula. Lo schieramento del Pdl, anche compresi gli alleati della coalizione, è largamente minoritario. Però bisogna attendere i tempi del nuovo giudizio della corte d’appello di Milano (un collegio giudicante diverso da quello che ha pronunciato la condanna). Quindi tutto si rinvia almeno fino all’autunno.

Ora il nodo centrale della questione diventa quello delle ripercussioni politiche di questa condanna. Sia il Pdl che il Pd, ad ogni livello, hanno ripetuto fino alla nausea che i problemi giudiziari di Berlusconi non avrebbero influito sul futuro del governo di Enrico Letta, appoggiato da entrambi i partiti. Ma i falchi dei due schieramenti sono pronti ad approfittare della situazione.