Questa mattina la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado sull’omicidio di Meredith Kercher, in cui i due imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox (foto by InfoPhoto) erano stati assolti. Quindi il processo d’appello andrà rifatto, a Firenze; i due dovranno nuovamente rispondere dell’accusa di omicidio volontario. La Corte ha dunque accolto la tesi della Procura generale, che nella requisitoria di ieri aveva appunto richiesto l’annullamento.

Meredith Kercher era una studentessa inglese. Venne assassinata tra il 1° e il 2 novembre 2007 a Perugia nell’appartamento che condivideva con altre ragazze, uccisa da molteplici coltellate. Una delle sue coinquiline era Amanda Knox, americana, che venne arrestata quattro giorni dopo insieme al fidanzato, Raffaele Sollecito, e a Diya Patrick Lumumba, congolese, proprietario di un bar nel quale la Knox lavorava occasionalmente, coinvolto nell’indagine proprio dalla ragazza. Lumumba venne rilasciato pochi giorni dopo perché riconosciuto estraneo al delitto. La Knox è stata successivamente condannata a tre anni per calunnia nei suoi confronti (confermata dalla Cassazione). Il 6 dicembre fu arrestato in Germania Rudy Guede, ivoriano, a cui gli investigatori sono risaliti in base a tracce biologiche lasciate nell’appartamento.

Guede è stato condannato con rito abbreviato  30 anni di reclusione, ridotti a 16 in appello. In primo grado, nel dicembre 2009, Sollecito e la Knox sono stati condannati rispettivamente a 25 e 26 anni, riconosciuti colpevoli di omicidio e violenza sessuale, in virtù di prove basate sull’analisi del Dna.

Nel processo di appello, la sentenza del 3 ottobre 2011 ha assolto i due, basandosi su una perizia aggiuntiva ordinata dalla corte, che ha ritenuto non attendibili le analisi del primo grado. Ma la Cassazione oggi è stata di parere contrario, e ha ordinato il rifacimento del dibattimento di secondo grado.