Oggi riprende per le sue battute finali il processo Ruby, in cui Silvio Berlusconi è imputato per concussione e induzione alla prostituzione minorile. Il pubblico ministero Ilda Boccassini dovrà pronunciare la sua requisitoria. Nei prossimi giorni la difesa, guidata dall’avvocato Niccolò Ghedini riepilogherà le sue tesi nell’arringa, e poi la sentenza.

Nel frattempo, ieri sera, Canale 5 ha mandato in onda una trasmissione speciale su questa vicenda. Il titolo era “La guerra dei vent’anni: Ruby, ultimo atto”. Davanti alla platea della principale fra le sue reti televisive, il Cavaliere ha riproposto la propria difesa parlando a lungo di questa e delle altre battaglie giudiziarie che lo hanno visto coinvolto da quando è entrato in politica. Tesi più volte ripetute in passato in diverse occasioni, ma ieri sera sono state composte tutte insieme.

Ad esempio, la prima volta in cui Ruby arrivò ad Arcore: “Venne una sera ad una cena e raccontò una storia drammatica, disse di essere figlia di una ricca famiglia egiziana, che i genitori avevano cacciato perché aveva deciso di abbracciare la religione cattolica. Mostrò cicatrici di olio bollente, parlò di difficoltà enormi. Una storia che commosse tutti i presenti”. Sulla parentela con Mubarak, Berlusconi ha raccontato che dallo stesso ex leader egiziano “Avevo avuto conferma di conoscere bene la persona che la ragazza ci aveva indicato, facendoci vedere anche il video, come sua madre”. E per evitare incidenti diplomatici, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio, telefonò in questura tre anni fa, “Semplicemente per chiedere informazioni”, quando la ragazza marocchina venne trattenuta per via di un furto, e poi rilasciata in affidamento a Nicole Minetti, all’epoca consigliere regionale in Lombardia.

E sull’accusa dei rapporti sessuali con la giovane marocchina: “Assolutamente non ho mai avuto rapporti intimi con Ruby, una ragazza che si era presentata con una storia terribile, e che non induceva nessun sentimento diverso dalla commiserazione”.

Nella trasmissione è apparsa anche Ruby, cioè Karima El Mahroug. “In quegli anni, non fidandomi delle persone, davo a ciascuno una versione diversa, perché pensavo che se avessi detto chi realmente fossi, la gente se ne poteva ancora più approfittare. Mi sono arrangiata in qualsiasi modo, ma sempre con lavori onesti. Non mi sono mai prostituita“. Ha ricordato del denaro prestatole da Berlusconi, 57mila euro. Quei soldi “Non sono serviti per aprire un centro estetico però mi hanno aiutato a vivere decentemente per più di un anno”.