Karima El Marough (foto by InfoPhoto), conosciuta ai più con il soprannome Ruby Rubacuori, la ragazza marocchina al centro della vicenda dei “festini di Arcore” ha manifestato questa mattina sui gradini del palazzo di giustizia di Milano dove chiede di esser ascoltata da magistrati e avvocati: “Non sono una prostituta, devono ascoltarmi. Per colpire Berlusconi la stampa ha fatto del male a me“.

La ragazza si è presentata da sola, con un cartellone addosso con su scritto “Caso Ruby: la verità non vi interessa” e ha preso a leggere un lungo comunicato, in perfetto italiano, davanti al tribunale.

Queste le sue dichiarazioni: «Non ho nulla di cui vergognarmi e nulla da nascondere. Chiedo di essere sentita dai giudici di Milano, spero che mi chiamino. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, e che questo avvenga nelle sedi istituzionali. Non sono una prostituta, devono ascoltarmi. Per colpire Berlusconi la stampa ha fatto del male a me. La violenza che più mi ha segnato è stata quella del sistema investigativo, dei ripetuti interrogatori che ho subito solo alcuni sono stati messi a verbale. Ho subito una tortura psicologica, un atteggiamento apparentemente amichevole ma improvvisamente mutato quando non ho accusato Silvio Berlusconi. Sono dispiaciuta di aver fatto una cavolata dicendo che ero parente di Mubarak. Mi scuso anche di altre bugie, mi servivano a costruire una vita parallela, un’origine diversa dalla povertà. Ma non mi vergogno delle mie origini».

Nelle udienze milanesi la ragazza inizialmente inserita in qualità di teste nelle liste di vari difensori e dei pm, è stata poi cancellata dopo una sua fuga in Messico, motivo per il quale si è preferito rinunciare al suo esame in aula. Per essere ascoltata ora dovrebbe essere convocata dai giudici della quinta sezione penale dove è in corso il procedimento che vede imputati l’ex talent scout, l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, e Nicole Minetti.

Ecco il video e le immagini della protesta di Ruby.