La sentenza per il Processo Ruby e la conseguente condanna inflitta a Silvio Berlusconi fa tremare il Governo guidato da Enrico Letta, che poggia su una maggioranza tanto strana quanto debole. Il premier, dal canto suo, vuole però rispondere solo con i fatti. E si dice convinto di “riuscire a tenere distinte questione giudiziaria e questione politica”. Vedremo se sarà vero, anche se in pochi ci credono.

Ieri, Enrico Letta ha prima dato il benservito a Josefa Idem e poi ha iniziato a pensare a quello che si potrà e non si potrà fare per andare incontro al caso Berlusconi. Sì, perché comunque ormai è diventato un caso. Letta non si espone, ma è normale che abbia spifferi dal Pdl, primo su tutti lo zio Gianni, fido scudiero dello stesso Berlusconi.

Il Cavaliere è furibondo e offeso? Non di certo Enrico Letta: “Anche Mandela è stato in carcere”, avrebbe detto. In circostanze diverse, ovviamente, ma filettendo a voce alta di Letta con i ministri amici, emergeva un certo ottimismo e un’analisi interessante: “Berlusconi sa bene che, mettendo in crisi questo governo, non interrompe automaticamente la legislatura – avrebbe confidato – sta accadendo, nei partiti, quel che sembrava impossibile: riuscire a tenere distinte questione giudiziaria e questione politica”. Ottimismo (fin troppo) galoppante o presa di posizione che il berlusconismo è finito? Difficile la seconda ipotesi, visto che solo quattro mesi fa Re Silvio aveva incassato la fiducia di quasi dieci milioni di italiani…