Studenti che diventano un incubo per i professori. Succede anche questo, come racconta una docente a Tgcom24. Lei, bullizzata dai suoi allievi, che ha vissuto momenti di sconforto e paura. A parlare è una giovane prof di Modena che fino allo scorso anno ha insegnato nelle scuole medie salvo poi passare in un liceo. La prima volta – spiega – un ragazzo, che proveniva da un contesto familiare difficile, le ha reso la vita impossibile:

Mi scimmiottava e incitava a far casino tutta la classe che lo seguiva. Sono arrivata a un punto in cui non riuscendo a impormi un giorno stavo per scoppiare a piangere e sono uscita di corsa dalla classe. Ho incrociato fuori la bidella che mi ha detto ‘vai subito in bagno, non puoi farti vedere da loro così’. Mostrarsi in difficoltà, avere un momento di cedimento è fatale per un docente perché fa perdere del tutto la credibilità.

Qualcuno si è spinto anche oltre sfociando in episodi di violenza fisica:

Una volta si è alzato dal banco mi è venuto a un centimetro dalla faccia e mi ha urlato ‘vaffanculo brutta ….’ davanti a tutta la classe. Mi si è gelato il sangue, ho avuto paura anche se ho cercato di mantenere la fermezza [...] Un’altra volta è venuto vicinissimo con fare minaccioso come se cercasse un approccio, come se volesse toccarmi. Ho avuto paura perché sapevo che aveva già toccato altre colleghe, a una le faceva continuamente delle avances, le diceva cose come “andiamo a letto”. E molestava anche le sue compagne. Addirittura su Facebook aveva creato un profilo falso con una vita falsa e sosteneva di aver messo incinta una sua compagna di classe.

Anche i genitori spesso non collaborano, anzi peggiorano la situazione:

Una volta abbiamo bocciato un alunno difficile e il padre mi ha chiamata in quanto ero coordinatrice e me ne ha dette di tutti i colori. Insulti pesanti in cui il più leggero è stato “non capite un c…o” [...] Per esempio una volta, sempre alle medie, ho sequestrato il cellulare a un’alunna. Da regolamento ho chiamato la madre per riconsegnarle lo smartphone. Quando è arrivata le ho spiegato che la figlia lo stava usando durante le mie ore e che questo non era permesso. Lei mi ha preso il cellulare dalle mani con prepotenza, mi ha guardato dritto negli occhi e, senza dire nulla, lo ha ridato alla figlia.