La Banca Centrale Europa, attualmente guidato da Mario Draghi, ha dato finalmente dato il via al Quantitative Easing, il piano economico programmato per tentare di riportare l’indice dell’inflazione al 2 per cento. Attraverso il Quantitative Easing, la Banca centrale Europea si preoccuperà di stampare moneta che servirà poi per acquistare titoli di Stato dei vari Paesi.

Al momento sono già stati acquistati titoli di Stato tedeschi e francesi. La Banca Centrale Europea ha da poco dato il via anche all’acquisto dei titoli di Stato italiani mentre per quanto riguarda quelli della Grecia, l’acquisto non sarà consentito finché il governo greco non avrà raggiunto un accordo con i propri creditori (ossia Unione Europea, la stessa Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale).

Quantitative Easing: prima volta nella storia della Bce

Mario Draghi e la Banca Centrale Europea puntano molto sul Quantitative Easing, tant’è che questo strumento viene utilizzato dalla Bce per la prima volta nella sua storia: oltre a riportare l’inflazione intorno al 2 per cento, questo piano economico dovrebbe poter essere in grado di riattivare il credito all’interno dell’Unione Europea. Si stima che il programma di acquisto di titoli di Stato e di altro genere dovrebbe aggirarsi intorno ai sessanta miliardi di euro al mese.

Quantitative Easing: le reazioni in borsa

Le Borse di tutta Europa non hanno risposto positivamente – almeno fino ad ora – all’avvio delle operazioni di Quantitative Easing. Tutti gli indici hanno fatto registrare segno meno a causa delle cattive notizie sull’economia francese, dei deludenti dati sulla bilancia commerciale tedesca e anche a causa delle tensioni che al momento di registrano tra Germania e Grecia.

Tensione che è stata messa a dura prova anche da Angela Merkel: la Cancelliera tedesca ha affermato che il suo Paese non intende fare passi indietro: la Grecia può e deve restare in Europa e sarà aiutata; al contempo, però, dovrà spingere necessariamente sulle riforme.