La grandiosa operazione di raddrizzamento della Costa Concordia sembra quasi un ricordo lontano, tanto è il lavoro che resta ancora da fare. Innanzitutto il recupero dei due corpi dispersi, le ultime due fra le 32 vittime del disastro: Maria Grazia Trecarichi e Russell Rebello. I sommozzatori sono già pronti e al massimo in due giorni cominceranno la loro triste opera.

Poi c’è la questione del preparare la nave ad essere rimorchiata. La fiancata danneggiata va rinforzata (foto by InfoPhoto). E’ necessario montare alcuni cassoni sotto lo scafo. Poiché alcuni di questi toccherebbero il fondale, si dovrà sollevare la nave e spostarla, in modo da montare i cassoni.

Si arriverà alla primavera, quando probabilmente sarà possibile rimorchiare la nave verso il porto in cui verrà demolita. Quale porto? La corsa è serrata, lo smaltimento vale centinaia di milioni. Piombino, Palermo, Genova, Civitavecchia, Napoli, Porto Torres: tutti vogliono il relitto della Concordia. Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha tagliato corto, parlando a Radio24: “Questo derby, questo scatenarsi dei vari porti è assolutamente inutile. Perché alla fine il criterio sarà uno: il porto più vicino pronto al momento dello spostamento“.

Intanto si stima che il danno ambientale causato dal naufragio valga circa 12 milioni di euro. E’ una valutazione compiuta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Grosseto.

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