Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia a risarcire Amanda Knox per la violenza del diritto alla difesa nell’ambito della morte di Meredith Kercher in una villetta a Perugia, ecco che interviene anche Raffaele Sollecito. Lui, insieme alla Knox, sono stati accusati e poi assolti in via definitiva dell’omicidio della studentessa.

“Nel mio caso non ci fu violenza in termini fisici, ma ho sempre sottolineato la violenza psicologica insensata: siamo stati più di dieci ore di notte in Questura, tenuti come dei mafiosi che cercavano di sfuggire alle loro responsabilità. In realtà stavano facendo un buco nell’acqua” ha dichiarato Sollecito. In merito alla vittoria della Knox presso la Corte europea, invece, ha dichiarato:

Dimostrare che ci siano stati maltrattamenti in Questura è difficile. Io su questo non posso dire niente, quando fui interrogato Amanda era lontana da me. Amanda Knox è stata spaventata da investigatori che non hanno saputo fare il loro dovere e che si sono innamorati di una teoria che non aveva riscontri nella realtà. Per me questo è un grandissimo punto fermo e tiro un sospiro di sollievo. Sono felice di andare a testa alta riguardo a una vicenda che ha infangato il nome mio e della mia famiglia.

Ora Sollecito prova a cambiare vita, lontano dall’Italia. Si è trasferito in Francia dove fa l’ingegnere informatico:

Vivo in Francia, mi sono trasferito qui per lavoro, ho avuto un’opportunità e mi sono trasferito.

Continua ad essere attiva la start up sulla commemorazione dei defunti che, come ricorderete, era nata dal ricordo della madre.