Si chiamano Roberto, Salvatore e Agatino, i tre presunti aggressori che, alcuni giorni fa, avrebbero abusato sessualmente di una ragazza americana dopo averle offerto dei drink e dopo averla costretta a salire a bordo della loro auto (per dirigersi poi un posto appartato dove abusarla e filmarla con un cellulare). Hanno tutti tra i 19 e i 20 anni e basta spulciare i loro profili Facebook per capire la loro personalità. Muscolosi con il culto del corpo. Sono ancora giovanissimi e sono già finiti in cella per aver rovinato la vita a una ragazza che lavorava come babysitter in una famiglia di Catania.

Intanto sui loro profili Facebook sono centinaia i messaggi con critiche e soprattutto insulti. “Come hai potuto fare una cosa del genere? Non avrai mai il coraggio di guardare tua madre negli occhi, spero in una giusta e severa pena”, “Schifosi, schifo, schifo, la vergogna dell’umanità”, “Sei la vergogna dei catanesi, ha infangato la nostra amata città”, “Ci vuole la castrazione chimica per vermi come voi, siete la vergogna del genere maschile” e ancora “le donne vanno amate e non stuprate”.

Una notizia che ha sconvolto l’Italia e soprattutto Catania, la città in cui si sarebbe verificato lo stupro. Per questo motivo il sindaco Salvo Pogliese ha dato mandato all’avvocatura comunale di costituirsi parte civile nell’eventuale processo contro i tre ragazzi accusati dello stupro della giovane americana.