“Manteniamo tutte le promesse e siamo molto soddisfatti”, queste le parole del Premier Conte al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato la Manovra e il dl fiscale. 

Confermati sia quota 100 (in pensione con 62 anni di lavoro e 38 di contributi) che il reddito di cittadinanza il quale potrebbe partire già “nei primi tre mesi del 2019″. Previsto un aumento della tassazione sul gioco d’azzardo “che è una piaga sociale da combattere” e persino la pace fiscale. “Di più non so cosa avremmo potuto inserire in una manovra che non fa miracoli, non moltiplica pani e pesci ma apre opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di giovani. Dopo 137 giorni di governo c’è da essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto” ha detto Salvini.

La pasce fiscale partirà subito: la propria posizione potrà essere sanata con una dichiarazione integrativa su cui verrà applicata una tassazione al 20% sul maggiore imponibile Irpef dichiarato nei 5 anni precedenti e con un massimo di 1/3 sull’imponibile dell’anno precedente. Il tetto è stato fissato in 100mila euro. Via sanzioni e interessi su cartelle e liti con pagamento dilazionato in 20 rate trimestrali, ovvero in 5 anni. Riguarderà le cartelle esattoriali sotto i 1000 euro prima del 2010.

In merito a reddito e pensione di cittadinanza, misura che costerà intorno ai 10 miliardi, bisognerà attendere i primi tre mesi del 2019. L’assegno è di 780 euro e verrà caricato sul bancomat a patto di frequentare corsi di formazione e 8 ore di lavoro socialmente utile a settimana. Il reddito verrà meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro.

Tagli anche alle pensioni d’oro sopra i 4.500 euro da cui il Governo conta di recuperare un miliardo in tre anni. Un altro miliardo e trecento milioni verrà recuperato in un trenino dai fondi per l’immigrazione. Al via infine il “taglia scartoffie” che prevede 100 adempimenti in meno per le imprese.