Svolta nel caso Regeni. Un supertestimone avrebbe ascoltato uno degli oo7 egiziani, indagati dalla Procura di Roma per la morte dello studente italiano, confessare un presunto coinvolgimento nella sparizione e poi nell’omicidio del 27enne. Una storia da sempre avvolta nel mistero.

Il testimone – secondo quanto scrive il Corriere della Sera- durante un incontro informale tra poliziotti, avrebbe sentito uno degli 007 raccontare il rapimento del giovane italiano: 

Credevamo che fosse una spia inglese, lo abbiamo preso, io sono andato e dopo averlo caricato in macchina abbiamo dovuto picchiarlo. Io l’ho colpito al volto.

Dichiarazioni che segnano una svolta in uno dei casi più delicati degli ultimi anni: un omicidio che, però, non ha ancora trovato né verità né giustizia. La famiglia Regeni, adesso, vuole sapere come è morto il figlio, scoprire il movente dell’omicidio e capire se le istituzioni locali siano in qualche modo coinvolte.

Secondo le prime informazioni trapelate, gli agenti presenti all’incontro, tenutosi nel 2017, non sapevano che l’uomo lì presente, poi divenuto supertestimone, conoscesse l’arabo. Così avrebbero discusso liberamente.

L’uomo che ha deciso di rompere il ghiaccio, di parlare e di collaborare è ritenuto attendibile dai magistrati italiani che ormai da tempo seguono il caso. Per questo motivo è stata inviata a Il Cairo una nuova rogatoria.