Ieri è ufficialmente iniziato il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea e Matteo Renzi l’ha inaugurato con un discorso di circa venti minuti tenuto davanti al parlamento di Strasburgo. Come al solito il Premier ha fatto sfoggio di tutte le sue capacità comunicative e si è spinto anche in riferimenti piuttosto colti, come quando, parlando del passaggio di consegne tra Grecia e Italia alla guida dell’Ue, ha citato episodi della mitologia greca o i grandi personaggi storici italiani.

Affiancato dal ministro degli Esteri Federica Mogherini, Renzi ha parlato prima di tutto della questione finanziaria e della necessità di far tornare a crescere l’Europa: “L’Italia viene qui a dire che per prima ha voglia di cambiare e lo dice con il coraggio e l’orgoglio di rappresentare l’Europa. Noi vogliamo rispettare le regole, c’è la stabilità ma c’è anche la crescita. Senza crescita non c’è futuro. Non chiediamo un giudizio sul passato, ci interessa cominciare il futuro. Noi siamo una comunità, non un’espressione geografica“.

Nel discorso del Premier italiano anche un riferimento al tema scottante dell’immigrazione, che vede coinvolto l’Italia in prima linea: “L’Europa deve tornare a essere una frontiera. Lo è se guardiamo alle carte geografiche e vediamo un Paese che ha il maggior numero di coste rispetto all’estensione territoriale: siamo una frontiera geograficamente. Questo ci pone molti problemi, ne sappiamo qualcosa noi in Italia in questo momento. [...] Ma non è solo l’immigrazione il problema, proviamo a rovesciare l’approccio: l’Africa deve vedere un protagonismo maggiore dell’Europa, non solo investimenti d’azienda, il tentativo è andare ad affrontare la questione energetica, ma anche nella dimensione umana“.