La notizia e il video che la rende tale stanno facendo il giro del mondo, provocando non poco sdegno: una reporter ungherese, Petra Lazlo, è stata filmata mentre prendeva a calci alcuni profughi in fuga.

Teatro dell’avvenimento è stato Roszke, cittadina sita nei pressi del confine ungherese con la Serbia lungo il quale il governo sta edificando un muro per prevenire proprio l’arrivo di profughi siriani (e di altre nazionalità) in cerca di asilo.

La giornalista, che prestava servizio per la tv locale N1TV, vicina al partito politico dell’estrema destra Jobbik, si è trovata in mezzo a una folla di migranti in fuga che sono riusciti a rompere il cordone creato dalla polizia.

Un altro cameraman, seguendo da vicino il movimento di alcuni individui, è riuscito a riprendere il momento esatto in cui la Lazlo si produce in uno sgambetto che fa cadere un padre che porta in braccio i suoi figli – a fatica e di corsa – mentre gli agenti tentano di inseguirli. Non si tratta dell’unica scena con protagonista la reporter ungherese, dato che poco dopo è possibile vederla mentre calcia con violenza sulle ginocchia una ragazza intenta a scappare dalle forze dell’ordine.

Il video ha quindi fatto il giro del web e dopo poco N1TV ha deciso di licenziare Petra Lazlo pubblicando questa dichiarazione: “I collaboratori di N1TV presenti a Roszke si sono comportati in maniera inaccettabile. La nostra relazione lavorativa con la cameraman è finita. Per quanto ci riguarda il caso è considerato chiuso.

L’Ungheria in queste ultime settimane è finita sotto i riflettori per la dura posizione di chiusura nei confronti dei profughi. Nel caso specifico i migranti ripresi dalle telecamere facevano parte di un gruppo di oltre 1500 persone che hanno aspettato per ore in un punto di raccolta vicino a Roszke, in attesa di essere portati in un campo in cui avviene la registrazione ufficiale.

Il Primo Ministro Viktor Orban ha annunciato di stare compiendo tutti gli sforzi possibili per arrivare al più presto alla conclusione del famigerato muro che dovrebbe impedire ai migranti il passaggio attraverso il Paese con destinazione finale la Germania.