Il governo entra in crisi sulla riforma della giustizia, non è bastato un vertice tra Conte-Salvini e Di Maio e il Consiglio dei Ministri per sciogliere i nodi e le opposizioni interne ai due partiti di maggioranza. Così dopo una lunga trattativa, Palazzo Chigi approva il testo salvo intese. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, ha approvato, salvo intese, un disegno di legge che introduce deleghe al Governo per l’efficienza del processo civile e del processo penale, per la riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario e della disciplina su eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati nonché disposizioni sulla costituzione e il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura e sulla flessibilità dell’organico di magistratura.

L’obiettivo complessivo dell’intervento normativo è quello di attuare una riforma del “Sistema Giustizia” rendendolo più rapido, efficiente ed efficace anche e soprattutto attraverso il contenimento della durata dei processi, con l’obiettivo di giungere, a regime, alla conclusione degli stessi entro termini congrui e definiti.

Un disegno di legge importante ma lo scontro tra Lega e M5s arriva fuori dal palazzo con il Carroccio che critica il testo dicendo: “tempi certi per la giustizia. L’Italia è un Paese democratico, servono manager nei tribunali che garantiscano il rispetto dei tempi, servono nuove regole sulle intercettazioni, la separazione delle carriere. Il Carroccio non vuole i cittadini ostaggio a vita della giustizia e non accetta riforme di facciata”.

Il movimento 5 stelle, con il leader Di Maio, è compatto a difendere la proposta del ministro Bonafede. Il guardasigilli avverte la Lega: “Stasera ho sentito tanti ‘no’, c’è stata assoluta disponibilità da parte mia ad affrontare proposte di modifiche. Io penso che i cittadini non possano aspettare più una riforma della Giustizia. Non posso immaginare che si possa bloccare con dei giochetti una riforma che tutti attendono”.