Riforma Pubblica Amministrazione alla svolta. E’ atteso per oggi, infatti, il via libera dal Senato. Non sono attesi particolari colpi di scena: meno di sessanta minuti sono bastati all’aula di Palazzo Madama per completare le 23 votazioni.

Una volta ottenuto l’ok dal Senato, la riforma della Pubblica Amministrazione diventerà Legge dello Stato. Secondo il Documento di Economia e Finanza la riforma della PA vale lo 0,4% di punti del Prodotto Interno Lordo.

Inoltre, la riforma della Pubblica Amministrazione dovrebbe avere dei benefici effetti sui principali indicatori, ad iniziare da debito ed indebitamento netto.

<h2>Riforma Pubblica Amministrazione, cosa cambia</h2>

Il ddl Madia destina 15 deleghe al Governo.  Tra queste, il compito di scrivere un nuovo testo in materia di responsabilità dei dipendenti pubblici.  Occorrerà “Rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l’esercizio dell’azione disciplinare”.

In vista anche il ruolo unico dei dirigenti pubblici (uno rispettivamente per Stato, Regioni ed Enti locali).  I criteri di scelta saranno merito ed aggiornamenti. potranno restare in carica al massimo per quattro anni: poi o cambiano incarico oppure, per non essere licenziati, diventare funzionari.

Conferenza dei servizi: potranno essere convocate teleconferenze, vale il silenzio-assenso per quelle amministrazioni che non esprimono un parere entro un determinato tempo stabilito.

Il Corpo Forestale sarà assorbito dai Carabinieri, le camere di commercio saranno ridotte da 105 a 60, tagliate anche le società partecipate in enti pubblici (“da 8mila a mille, lo slogan di Cottarelli).

A partire da settembr eil via ai decreti delegati. Marianna MAdia vuole presentarli in due pacchetti, uno riguardante la burocrazia, l’altro lo snellimento della pubblica amministrazione.