Nel corso del tempo si sono fatte tante strampalate ipotesi sulla possibile ubicazione di Atlantide, la mitica isola sommersa che Platone inventò in punta di metafora per criticare la corruzione di Atene e che invece, suo malgrado, si trasformò in una delle più longeve leggende di ogni tempo. Molti, per esempio, hanno collocato Atlantide in America: e sta’ a vedere che, a distanza di secoli, potrebbero finire per avere ragione loro. Secondo l’organizzazione Climate Central, infatti, se il riscaldamento globale non dovesse arrestarsi, nel giro di 200 anni New York, la metropoli moderna per eccellenza, la capitale virtuale del mondo, potrebbe finire inghiottita dal mare. Come Atlantide, perlappunto.

Uno studio pubblicato sulla rivista Science ha infatti evidenziato come il global warming finirà per agire sulle calotte polari e sui ghiacciai, sciogliendoli in massa e provocando un graduale innalzamento del livello del mare di 6 metri: abbastanza da mandare sott’acqua buona parte della Grande Mela. I quartieri più a rischio-inabissamento sarebbero la parte meridionale dell’isola di Manhattan (Wall Street, WTC e Statua della Libertà compresi), la parte settentrionale di Brooklin, buona parte del Bronx e Staten Island. Poche speranze anche per i grandi aeroporti della città e per Coney Island, mentre si salverebbe la zona occidentale di Harlem.

Non è la prima volta che simili, catastrofiche previsioni vengono fatte a proposito degli effetti a lungo termine del riscaldamento globale su New York. Nell’ottobre 2012, peraltro, la megalopoli americana conobbe un assaggio di quello che potrebbe accaderle, quando l’uragano Sandy la colpì in piena faccia, uccidendo 43 persone, mandando in tilt economia e trasporti cittadini, e causando danni per oltre 20 miliardi di dollari. Quisquilie, rispetto allo studio di Climate Central.