Ormai è noto che il rogito notarile è l’atto definitivo dell’iter di compravendita di un immobile.

Comunque, poiché repetita iuvant, è sempre meglio ritornare sul tema anche per i giovani ancora digiuni di certe regole e che affrontano il problema per la prima volta. Quest’importante atto notarile si definisce definitivo in quanto consente il trasferimento definitivo della proprietà dell’immobile e quindi anche il trasferimento dei diritti che derivano dalla proprietà e che precedentemente toccavano al venditore.

Il rogito deve essere redatto, naturalmente, davanti ad un notaio e deve essere stilato in forma scritta. La legge italiana stabilisce che in questo documento vengano indicati eventuali limiti o vincoli dell’atto di vendita del bene, la sua provenienza, eventuali clausole incluse nel contratto preliminare precedente e infine una descrizione dettagliata dell’immobile venduto allo scopo di consentire l’identificazione corretta del bene che si è venduto.

Quindi vanno indicati i dati catastali e le proprietà che confinano con la casa in oggetto, si dovrebbero allegare anche disegni e piantine non solamente dell’immobile in senso stretto ma anche di quelli che sono considerati accessori, come ad esempio box per auto, cantine, solai ecc.

Inoltre il venditore, prima di sottoscrivere l’atto notarile, ha l’obbligo di presentare tutta una serie di documenti: il codice fiscale, la carta di identità, dichiarazioni di conformità della casa alle norme di sicurezza, certificato di agibilità ed eventuali domande per quanto riguarda condoni edilizi. Se l’immobile in oggetto è ubicato all’interno di un condominio bisogna allegare una copia del regolamento condominiale.

Il notaio ha l’obbligo di registrare il contratto di compravendita a conclusione del rogito e di consegnare una copia all’acquirente ed un’altra al venditore. Un’altra copia resterà negli archivi notarili.

L’ultima tappa dell’iter di compravendita relativa alla rogito riguarda le spese del notaio, che sono rapportate all’importo complessivo del procedimento di vendita di una casa e vengono corrisposte al momento della firma insieme a tutte le altre spese che sono previste dalla legge. Tutte, tranne l’Iva*. Le spese notarili del rogito sono tutte a carico dell’acquirente.

Dopo aver firmato il rogito il venditore deve consegnare le chiavi dell’immobile all’acquirente e di conseguenza viene pagato. Visto che la maggioranza degli acquirenti solitamente non acquista in contanti, i fogli contrattuali del mutuo fattosi concedere devono far parte del rogito stesso.

*DA RICORDARE
L’Iva sul prezzo di compravendita non va versata al notaio, che non ha il compito di riscuotere le tasse. Sul rogito sottoscritto nel suo studio, se la fattura è obbligatoria, l’imposta va indicata separatamente dal prezzo intero.

Con l’ordinanza 22084 del 25 ottobre, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’atto notarile in cui si certifica che il prezzo della compravendita immobiliare è stato corrisposto per intero, non dimostra anche l’effettivo versamento dell’Iva (imposta sul valore aggiunto) da parte dell’acquirente al venditore.